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PieL PapeL
Pelle come Carta

La ricerca di una comunicazione e di un lascito scritto è un’ossessione umana, che si può osservare dai tempi più remoti: per giungere a una forma di comunicazione universale ci si è sempre affidati a qualcosa che va oltre le idee e le parole. Il corpo è il solo e unico strumento di comunicazione universale, avendo un linguaggio proprio capace di trasmettere emozioni e pensieri, come esso la pelle, materia prima sulla quale si può leggere la storia di un individuo, di un popolo, di una religione.

 

L’intento di trovare una comunicazione universale si rivolge perciò verso un linguaggio privo di un’identità culturale, tornando alla primitiva idea di scrittura come segno, gesto scevro da qualsiasi legame culturale; le opere Piel Papel (pelle-carta) e Pelle come Carta sono sinonimo di una nuova forma di comunicazione arcaica ed essenziale, diretta, dove la pelle si fa strumento di una nuova gestualità comunicativa e la scrittura ha valore in quanto tale.

 

In PieL PapeL l’azione compiuta dal pennino sulla pelle è ripetitiva e ossessiva, quasi lacerante e fastidiosa e la totale assenza di suoni induce a focalizzare l’attenzione sulle immagini e le sensazioni che esse possono trasmettere sulla pelle del fruitore, in una comunicazione paradossalmente diretta e ravvicinata, sebbene fisicamente distante sia nello spazio che nel tempo.

In Pelle come Carta invece lo strumento utilizzato è un pennellino da cosmesi, morbido e delicato, ma alla sua gestualità è associato il suono graffiante del pennino calligrafico: la visione si fa intima e ravvicinata e i suoni sono forti e persistenti, in antitesi con la delicatezza dei gesti sulla pelle, al fine di confondere e trasformare sia a livello visivo che sonoro la pelle con la carta.

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PieL PapeL. 2015

Durata 04:45 min.


Pelle come Carta. 2015

Durata 03:45 min. 

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